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A cura di Anna Maria Bava e Enrica Pagella.

Le meraviglie del mondo. Le collezioni di Carlo Emanuele I di Savoia.

Genova, 2016. Cm. 27x24, pp. 407, tavv. e ill. a col. e in nero n. t., br.

Catalogo della mostra: Torino, Musei Reali, 2016-2017.

Squali di carta lunghi tre metri, oltre 800 dipinti, 14.000 volumi conservati in armadi, ognuno dei quali dedicato a un aspetto del sapere, busti romani, gioielli, armature, arazzi, carte geografiche: sono tutte le meraviglie del mondo raccolte dall’ambizioso e carismatico duca di Savoia Carlo Emanuele I. La mostra presenta al pubblico uno straordinario momento del collezionismo sabaudo: tra la fine del Cinquecento e i primi trent’anni del Seicento si forma il primo ricchissimo nucleo delle raccolte di pittura, scultura e oggetti preziosi che da subito godettero di grande fama internazionale. Sono esposte 250 opere alle quali si aggiungono 80 album di acquerelli e numerosi prestiti internazionali. Per la prima volta la magnifica collezione di Carlo Emanuele I viene riunita in un’unica esposizione come non accadeva dai tempi del duca.

2016
50.00 €
 
ORSI LANDINI, Roberta.

I velluti nella collezione della Galleria del Costume di Firenze.

Firenze, 2017. Cm. 32x25, pp. 325, tavv. e ill. a col. e in nero n. t., tela e sovrac.

La Galleria del Costume di Firenze conserva una prestigiosa collezione di tessuti antichi, perlopiù ancora sconosciuta al pubblico e agli studiosi. Particolarmente interessanti sono i circa 400 velluti di seta prodotti tra il XV e il XVII secolo in Europa da tessitori altamente qualificati.
Attraverso i costumi della collezione l’autrice ricostruisce la storia del velluto da seta, lavorazione raffinata che ha cambiato il proprio aspetto durante i secoli, prediligendo talvolta gli effetti luminosi, talvolta quelli plastici. L’indagine sulle manifatture italiane dell’epoca, che erano leader mondiali in questo campo, è basata sul confronto tra le analisi sui singoli pezzi e sulle legislazioni promulgate nei principali centri produttivi come Firenze, Genova, Lucca, Milano e Venezia. I risultati della ricerca, esposti con l’ausilio di immagini a colori, rappresentano un contributo fondamentale per lo studio dei tessuti antichi.

2017
120.00 €
 
A cura di Alessandro Cosma e Sandro Debono.

Mediterraneo in chiaroscuro. Ribera, Stomer e Mattia Preti da Malta a Roma.

Milano, 2017. Cm. 24x17, pp. 56, figg. a col. n. t., br.

Catalogo della mostra: Roma, Palazzo Barberini, 2017.

Tra gennaio e maggio 2017, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma ospiteranno nella sede di Palazzo Barberini alcuni dei principali capolavori della collezione della National Gallery di Valletta che saranno messi a confronto per la prima volta con celebri opere della collezione romana. L’esposizione prende spunto dall’intensa relazione storica e artistica che coinvolse i due paesi fin dal Seicento, quando prima Caravaggio (1571-1610) e poi Mattia Preti (1613-1699) si trasferirono a Malta come cavalieri dell’ordine di San Giovanni e l’isola si aprì progressivamente al gusto e alle novità del Barocco romano. Ed è proprio dal lascito di Caravaggio e della sua lezione pittorica che la mostra prende avvio, dedicando una sezione ai pittori stranieri attivi a Roma all’inizio del Seicento che più ne subirono il fascino. Da Malta arriveranno il Santo Stefano di Jusepe de Ribera (1591-1652), che verrà messo a confronto diretto con il San Gregorio Magno di Palazzo Barberini, e tre tele di Matthias Stomer (1600 circa-1650), testimonianza di quel gusto per i contrasti luministici che ha segnato profondamente molte opere dei primi anni del secolo come la Vanitas di Palazzo Barberini attribuita al misterioso Candlelight master. Un’intera sezione della mostra sarà poi dedicata a Mattia Preti, il “cavaliere calabrese”, che dopo una fortunata carriera avviata proprio a Roma, spenderà a Malta gli ultimi trent’anni della sua vita, contribuendo in maniera sostanziale alla trasformazione barocca dell’isola. Se le opere della collezione di Palazzo Barberini testimoniano la fase di affermazione del pittore, i dipinti provenienti da Malta restituiranno il volto dell’artista cavaliere nella sua piena maturità, attraverso opere magistrali come la coppia di pendant dedicati al vino appena restaurati: L’ebbrezza di Noè e Lot e le figlie. A chiusura, anche simbolica, dell’esposizione, la straordinaria Allegoria di Malta dipinta a Napoli nel 1747 da Francesco de Mura (1696-1782) rende omaggio all’isola e ai suoi cavalieri con un’opera ufficiale ed enigmatica, firmata da quello che allora era considerato “il primo dipintore” della città.

2017
10.00 €
 
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