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IL BAROCCI RITROVATO

Grazie a Giancarlo Ciaroni recuperata l’opera rubata a Urbino.
di Leonardo Piccinini

 “Da anni avevo in testa il dipinto di Barocci, quando ho sfogliato il catalogo è stato un riflesso automatico”.
Giancarlo Ciaroni, noto antiquario pesarese con galleria a Milano (Altomani & Sons), è euforico per il recente ritrovamento del frammento (olio su tela, cm 40x42) tagliato e sottratto nel 1982 dalla pala di Federico Barocci nel Duomo di Urbino. In tutti questi anni chi entrava nell’edificio sacro, al secondo altare destro si imbatteva nel Martirio di San Sebastiano, opera giovanile dell’artista (1557), mutila in basso a sinistra del ritrattino del figlio del committente, il filosofo Benedetto Bonaventura.

Non riconosciuto come tale nel lotto 705 del catalogo Wannenes di Genova del 31 maggio prossimo (Pittore veneto del XVII secolo/testa di bimbo/stima €500-800): “effettivamente può sorprendere che in un catalogo consultato da migliaia di persone sia passato inosservato: è un’opera però singolare nel percorso artistico di Barocci, e può ricordare la pittura veneta” riconosce Ciaroni.
Il quale si è immediatamente consultato con lo storico dell’arte Massimo Pulini e con le forze dell’ordine: “grazie alle sofisticate tecnologie e alla banca dati dei Carabinieri la conferma è arrivata dopo due minuti su Whatsapp…!”; i Carabinieri dei Nuclei Tutela Patrimonio Culturale di Ancona e Genova hanno così messo sotto sequestro la tela. Ora si tratterà di restaurare l’opera: “non sarà difficile – conclude Ciaroni – fu tagliata e asportata in maniera davvero minuziosa, e inoltre le moderne tecniche ormai consentono un restauro assolutamente impercettibile”.

Si conclude così, trentacinque anni dopo, il “caso” Barocci di Urbino, grazie a un importante professionista del mercato dell’arte: “a molti di noi capita o è capitato di partecipare a ritrovamenti di opere d’arte! E’ parte del nostro mestiere, io e i miei colleghi siamo in contatto costante con le forze dell’ordine per il recupero e la salvaguardia di questo incredibile patrimonio artistico italiano”.

25.05.2017
effettivamente può sorprendere che in un catalogo consultato da migliaia di persone sia passato inosservato: è un’opera però singolare nel percorso artistico di Barocci
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