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Il futuro degli Uffizi

A due anni e mezzo dalla riforma ministeriale sull’autonomia dei musei italiani, è possibile trarre un primo bilancio.
di Leonardo Piccinini

A due anni e mezzo dalla riforma ministeriale sull’autonomia dei musei italiani, è possibile trarre un primo bilancio. Positivo. Senza dubbio si tratta di una riforma incompiuta, che non tocca il personale ma solo la dirigenza delle strutture museali: sarà dunque opportuno - auspicio per il futuro governo – provvedere a completare l’autonomia dei musei, con la facoltà di chi li dirige di poter proporre assunzioni e/o trasferimenti. La buona gestione mutuata dal settore privato risulterà altrimenti di complessa attuazione. Ciò detto, è sotto gli occhi di tutti una profonda mutazione di tante magnifiche istituzioni italiane, dalla Galleria Sabauda, a Brera, agli Uffizi: nel caso del museo fiorentino (oggi polo museale insieme a Pitti, Boboli…col nome di Gallerie degli Uffizi) le scorse settimane hanno dimostrato quanto il lavoro svolto stia dando frutti. E quanto l’autonomia renda possibile una maggiore rapidità, elasticità, anche nel rapporto con il settore privato, il collezionismo, il mercato d’arte antica.


"Il prestigioso museo, guidato dal novembre 2015 da Eike Schmidt, sta tornando ad accrescere le proprie collezioni con una serie di acquisizioni, ultima delle quali il dipinto raffigurante Il Carro Allegorico del principe Giovanni Battista Borghese di Johann Paul Schor"


Il prestigioso museo, guidato dal novembre 2015 da Eike Schmidt, sta tornando ad accrescere le proprie collezioni con una serie di acquisizioni, ultima delle quali il dipinto raffigurante Il Carro Allegorico del principe Giovanni Battista Borghese di Johann Paul Schor, commissionato dal principe Giovanni Battista Borghese in occasione del carnevale del 1664, acquistato presso la galleria Alessandra di Castro. Già premiato alla scorsa Biennale dell’Antiquariato di Firenze, il dipinto, presentato al pubblico lo scorso 8 febbraio, sarà destinato al nuovo Museo delle Carrozze di Palazzo Pitti.

Riallestimenti, riaperture…il 19 febbraio è stata la volta delle otto nuove sale, al primo piano dell’ala di Levante degli Uffizi, dedicate a Caravaggio e alla pittura seicentesca. Oltre ad alcune icone arcinote quali la Medusa o il Bacco, opere di Annibale Carracci, Guido Reni, Rembrandt, Rubens…

Il 28 febbraio un momento veramente atteso: la nuova sistemazione di una delle collezioni più importanti, la Contini Bonacossi, di difficile fruizione da più di vent’anni, la cui affascinante storia è stata più volte raccontata in articoli, libri, conferenze, e che intendiamo riproporre (grazie alla cortesia de Il Sole 24 Ore) attraverso le parole di chi meglio di ogni altro la conosce, il Professor Antonio Paolucci, in un suo recente articolo (leggi l'articolo)


"la nuova sistemazione di una delle collezioni più importanti, la Contini Bonacossi, di difficile fruizione da più di vent’anni, la cui affascinante storia è stata più volte raccontata in articoli, libri, conferenze"


Ma il denso calendario degli Uffizi ha riservato altre sorprese: è visitabile fino al 10 giugno una preziosa, affascinante mostra dedicata a una delle più raffinate protagoniste del classicismo emiliano, Elisabetta Sirani (Bologna 1638-1665). La sua breve vita non le ha impedito di lasciarci un consistente numero di dipinti, ricercati dai collezionisti suoi contemporanei come dal mercato di oggi: 33 opere in mostra ne raccontano lo straordinario talento.

E il futuro degli Uffizi promette altre spettacolari sorprese: sono iniziati i lavori, di cui daremo conto, di quello che sarà il più incredibile percorso museale al mondo, il Corridoio Vasariano aperto regolarmente al pubblico. Palazzo Pitti raggiungibile scavalcando l’Arno, in uno spettacolo di arte e natura davvero senza paragoni.

 

04.04.2018
è sotto gli occhi di tutti una profonda mutazione di tante magnifiche istituzioni italiane, dalla Galleria Sabauda, a Brera, agli Uffizi
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